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Come il resto del mondo anche nel Collegio Universitario Margherita, dalla fine di febbraio 2020, abbiamo seguito con apprensione la rapida evoluzione del diffondersi del Covid-19. Dopo un confronto e un’attenta valutazione sono stati presi alcuni importanti provvedimenti di natura preventiva. Il 5 marzo viene comunicata la chiusura delle Università e diverse ragazze decidono di ritornare a casa, altre di rimanere in collegio, consapevoli delle necessarie limitazioni e dell’impossibilità di uscire, anche solo per le spese.

Solidarietà, sostegno reciproco, attenzioni possibili, corresponsabilità e preghiera sono le parole che in questo tempo e sempre possono fare la differenza, farci crescere in bellezza e costruire veramente un mondo migliore. La realtà con forza ci sta mostrando quanto le nostre vite siano interconnesse veramente nella rete reale, non solo in quella virtuale. Stiamo constatando come ogni forma di individualismo, menefreghismo, narcisismo e pigrizia avvelena la nostra umanità, i rapporti fra di noi e ci uccide lentamente, più di ogni virus.

A causa dell’assenza del personale di servizio le ragazze hanno dovuto occuparsi delle pulizie della propria camera e degli ambienti comuni. Nonostante le non poche difficoltà la mancanza di personale ha permesso alle ragazze di maturare nella corresponsabilità e nella capacità di gestione degli ambienti.

In questo periodo tanti sono stati i momenti di forte condivisione, compleanni, lauree, feste, sport, ma anche difficoltà per lo studio e gli esami, per la lontananza dalle famiglie.

 

Tutte le celebrazioni domenicali, la preghiera del rosario per l’Italia, le celebrazioni della Settimana Santa e della Pasqua le abbiamo vissute in streaming con la comunità delle suore, dalla sala cinema. Le ragazze hanno sempre partecipato numerose, per molte di loro è stata la prima volta che hanno preso parte, anche se in maniera così singolare, alle celebrazioni del triduo pasquale. In moltissime occasioni abbiamo avuto in dono la possibilità di ricevere l’Eucarestia.

Da giugno 2020 la situazione è tornata più o meno alla normalità, ciascuna ha ricominciato ad uscire ed a provvedere in modo autonomo alle proprie spese. Certamente con tutti gli accorgimenti concordati (distanza di sicurezza, utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, igienizzazione delle mani e delle superfici, prudenza massima nei contatti personali)

A partire da settembre 2020 il Collegio ha riaperto normalmente, a ciascuna ospite è stato richiesta l’adesione sottoscritta al Protocollo per la Gestione dell’Emergenza da Covid-19 che alleghiamo. Inoltre è stato chiesta un’autodichiarazione della ragazza ospite e una certificazione da parte del loro medico di famiglia che attestasse l’idoneità al rientro e la valutazione della sussistenza o meno di controindicazioni al ritorno, questo come condizione per l’accoglienza al Collegio, dopo la pausa estiva e dopo ogni periodo di permanenza prolungata fuori dalla struttura.

Le ragazze hanno osservato ogni disposizione con scrupolosità e senso di responsabilità grande, hanno affrontato ogni necessario sacrificio con grande maturità, grinta e generosità. Lo dimostrano queste testimonianze.

Federica
Nei mesi di pandemia la percezione del tempo cronologico, sequenziale, così come lo conosciamo è stata, per quanto mi riguarda, completamente sovvertita. la presenza di un punto fermo come suor Sandra ha permesso di innestare delle routine, di scandire nuovi tempi familiari, rendendo quei giorni tutti uguali meno alienanti. la sensazione di essere parte di una storia comune assieme ad un gruppo tanto diversificato e peculiare mi ha fatto esperire una fratellanza e una solidarietà che forse solo nei momenti più tragici si può sperimentare. ho ancora la sensazione di aver vissuto momenti irripetibili di umanità e comunione, di cuori vicini e mani tese, parole su carta, pasti caldi, confidenze e occhi umidi, che una suora tanto tanto umana ha saputo donarci.

Ludovica
In questi mesi di pandemia, la nostra quotidianità è mutata completamente, come quella di moltissime altre persone. All’inizio ero molto preoccupata, sfortunatamente il mio percorso di laurea triennale con le relative lezioni si stava concludendo in quei mesi; non mi è stato possibile  rivedere i miei compagni di corso o ritornare dalla mia famiglia. Nonostante le molteplici mancanze del periodo, ho sentito e percepito il calore e l’affetto della mia “seconda casa” il collegio. La possibilità di vivere con le altre ragazze, la presenza e l’impegno incessante di Suor Sandra, le attività organizzate, i pranzi e le cene tutte insieme, i rosari, il dover occuparmi di pulire la stanza e di seguire i corsi, di allenarmi in una palestra sono state la mia carica quotidiana. Conserverò ogni momento di questa situazione che seppur difficile ed insormontabile mi ha dato un ulteriore dimostrazione dell’affetto di cui sono circondata. Non posso che non essere grata alla vita per ciò che mi offre!

 

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